Aprire un bar o ristorante a Roma nel 2026: nuovi criteri per la licenza e stretta sui controlli
Roma Capitale sta aggiornando il Regolamento per la somministrazione di bevande del 2010: ecco cosa cambia per chi vuole aprire un locale e cosa rischiano le attività già esistenti con i controlli post-Crans Montana.
Il contesto: perché il Regolamento del 2010 va aggiornato
Da oltre quindici anni, chiunque voglia aprire un bar, un ristorante, una pizzeria o qualsiasi altro esercizio di somministrazione di alimenti e bevande a Roma deve fare i conti con la Deliberazione dell'Assemblea Capitolina del 2010. Quel regolamento — uno degli strumenti più rilevanti in materia di licenze commerciali nel Comune di Roma — stabilisce i criteri di qualità che un locale deve soddisfare per ottenere l'autorizzazione ad aprire, soprattutto nelle aree di maggiore impatto sulla vivibilità urbana.
Nella pratica, il sistema funziona attraverso un punteggio massimo di 200 punti: nelle zone di pregio — come il Centro storico, Prati, Trastevere, Monti, Esquilino — la soglia minima per aprire sale a 170 punti. Questa distinzione, pensata per governare la pressione della movida sulle aree più frequentate, ha dato buoni risultati nel contenere il proliferare indiscriminato di nuovi locali, ma oggi il sistema appare datato rispetto alle nuove esigenze di sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica, sicurezza e inclusione sociale.
A luglio-settembre 2026 un gruppo di consiglieri capitolini di maggioranza — a prima firma Valerio Casini (Presidente della Commissione Sicurezza Urbana), Francesca Leoncini (Italia Viva), Andrea Alemanni (PD) e Sandro Petrolati (Demos) — ha presentato una proposta di aggiornamento del Regolamento che si trova attualmente all'esame delle Commissioni municipali (I e II Municipio) e che approderà poi all'Assemblea Capitolina.
Le novità principali della proposta di riforma: cosa cambia per chi chiede la licenza
La bozza di riforma mantiene il punteggio massimo a 200 e la soglia di 170 per le zone di pregio, ma interviene in modo significativo sulla composizione dei criteri. Ecco i punti salienti:
- Insonorizzazione: il peso del criterio scende da 40 a 35 punti. Una riduzione apparentemente marginale, ma che potrebbe consentire di soddisfare la soglia minima senza sostenere i costi — spesso molto elevati — dell'isolamento acustico, sommandola ad altre voci introdotte ex novo.
- Eliminazione del requisito parcheggi: vengono aboliti i 30 punti finora attribuiti alla disponibilità di posti auto privati o convenzionati a servizio del locale. La motivazione è la difficile applicazione in aree ad alta densità edilizia e il rischio di disparità tra operatori. Un elemento positivo per chi apre in centro, dove la disponibilità di stalli privati è rarissima.
- Nuovi criteri a punteggio: vengono introdotte voci come l'assenza di videogiochi e apparecchi automatici (10 punti), la presenza di defibrillatori automatici o semiautomatici (20 punti), criteri di sostenibilità ambientale e innovazione tecnologica.
- Gestione dei rifiuti: i Municipi I e II propongono di introdurre l'obbligo di uno spazio chiuso per la raccolta differenziata nei locali con superficie superiore a 150 mq, e il criterio dell'utilizzo di macchine tritavetro per ridurre il rumore notturno.
L'iter è ancora aperto: le osservazioni dei Municipi stanno emergendo in queste settimane, e il testo definitivo sarà votato dall'Assemblea Capitolina.
Fonti: Corriere della Sera - Roma, 18 settembre 2026; RomaToday, 14 settembre 2026
La stretta post-Crans Montana: 13 discoteche sequestrate e 23 sospensioni a Roma
Parallelamente alla riforma del Regolamento, l'estate 2026 ha visto un'intensificazione senza precedenti dei controlli sui pubblici esercizi a Roma. Il detonatore è stata la tragedia della discoteca Le Constellation di Crans Montana (Svizzera), avvenuta a Capodanno 2026 con 41 morti e 116 feriti: il Viminale ha immediatamente disposto una stretta nazionale sulla sicurezza dei locali notturni.
A Roma, la Questura — diretta dal Questore Roberto Massucci — ha condotto oltre 30.000 controlli nei fine settimana estivi nei principali quartieri della movida (Trastevere, San Lorenzo, Ponte Milvio, piazza Bologna, Ostia e il litorale). I risultati, comunicati ad agosto dalla Questura stessa, sono netti:
- 13 discoteche sequestrate (provvedimento convalidato dal GIP), tra cui locali storici come il Piper di via Tagliamento, l'Opus Club al Flaminio, il Sanctuary a Colle Oppio;
- 23 sospensioni temporanee di licenza per altre attività;
- Diversi locali completamente abusivi scoperti e sgomberati, alcuni con oltre mille avventori.
Le irregolarità più frequenti: uscite di sicurezza inidonee, planimetrie difformi rispetto a quelle depositate, assenza o carenza della SCIA antincendio, impianti non a norma. Tutte violazioni che comportano l'applicazione dell'art. 100 del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, R.D. 773/1931), che conferisce al Questore il potere di sospendere o revocare la licenza degli esercizi pubblici quando rappresentano un concreto pericolo per l'ordine e la sicurezza.
Cosa serve concretamente per aprire un locale di somministrazione a Roma oggi
Al di là della riforma in itinere, chi vuole aprire un bar, un ristorante, una tavola calda, una pizzeria o un pub a Roma deve già oggi affrontare un percorso amministrativo complesso. I principali adempimenti sono:
Requisiti del locale
- Destinazione d'uso commerciale verificata nel titolo edilizio e nei documenti catastali (art. 23-ter DPR 380/2001);
- Agibilità dell'immobile (o richiesta di Segnalazione Certificata di Agibilità, SCAG, tramite portale SUET di Roma Capitale);
- Altezze minime, aerazione e illuminazione conformi al DM 5 luglio 1975 e ai regolamenti igienico-sanitari dell'ASL;
- Impianti certificati ai sensi del DM 37/2008 (elettrico, termico, gas);
- Requisiti acustici: l'isolamento fonico dal vicinato resta un punto critico, soprattutto per i locali nei palazzi condominiali.
Adempimenti amministrativi e di sicurezza
- SCIA al SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) ai sensi del D.Lgs. 59/2010 per le attività non soggette ad autorizzazione specifica;
- Requisito professionale SAB (Somministrazione di Alimenti e Bevande) o frequenza di appositi corsi abilitanti;
- Notifica sanitaria alla ASL e predisposizione del Piano HACCP (Reg. CE 852/2004);
- SCIA antincendio al Comando VVF per le attività che rientrano nelle categorie del DPR 151/2011 (in base alle soglie di affollamento e superficie);
- DVR (Documento di Valutazione dei Rischi, D.Lgs. 81/2008);
- Comunicazione SIAE se si trasmette musica;
- Punteggio minimo ai sensi del Regolamento di somministrazione vigente, con verifica dell'area geografica del locale.
Il rischio per chi è già aperto: planimetrie difformi e mancata SCIA antincendio
Le 13 discoteche sequestrate a Roma non erano, nella maggior parte dei casi, locali nati illegalmente: erano esercizi che nel tempo avevano modificato la planimetria interna senza aggiornare il titolo antincendio, oppure avevano superato le capacità di affollamento dichiarate, o ancora avevano realizzato strutture non previste nei certificati depositati.
Questo è il nodo più critico per decine di migliaia di pubblici esercizi a Roma e nel Lazio: la planimetria depositata in sede di SCIA antincendio deve corrispondere esattamente allo stato di fatto del locale. Qualsiasi modifica — spostamento di pareti, apertura di nuovi vani, installazione di strutture aggiuntive, modifica delle vie di esodo — richiede una variante alla SCIA antincendio e, se necessario, un nuovo sopralluogo dei VVF.
I controlli del 2026, coordinati tra Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Vigili Urbani e ASL, hanno rivelato anche:
- Lavoratori irregolari (numerose sospensioni cautelari dell'attività ex art. 14 D.Lgs. 81/2008);
- Violazioni igienico-sanitarie (carenze nel piano HACCP, attrezzature non conformi);
- Occupazione abusiva di suolo pubblico (dehors oltre i limiti autorizzati);
- Illeciti fiscali accertati dalla Guardia di Finanza durante i controlli congiunti.
La sospensione dell'attività ai sensi dell'art. 100 TULPS scatta senza preavviso e può durare da pochi giorni fino alla revoca definitiva della licenza: un danno economico potenzialmente devastante per un imprenditore.
Fonti: Corriere della Sera - Roma, 14 settembre 2026; RomaToday, 16 settembre 2026
La SCIA antincendio e il Tecnico Manutentore Qualificato: obblighi dal 25 settembre 2026
A rendere ancora più urgente la verifica della regolarità antincendio dei locali commerciali concorre una scadenza imminente. Dal 25 settembre 2026, per effetto dell'art. 4 del DM 1° settembre 2021 (cosiddetto "Decreto Controlli"), la manutenzione di estintori, idranti e impianti di rilevazione incendio deve essere eseguita esclusivamente da Tecnici Manutentori Qualificati patentati dai Vigili del Fuoco.
Si chiude il Nulla Osta Transitorio (NOT): chi ha affidato la manutenzione degli impianti a imprese non in possesso della nuova qualifica è già fuori norma. Per i locali di pubblico esercizio — bar, ristoranti, locali notturni — questo adempimento si somma all'obbligo di verifica periodica della SCIA antincendio e al rispetto delle nuove indicazioni contenute nella Circolare del Ministero dell'Interno n. 10910/2026, che ha aggiornato i criteri per le ispezioni dei VVF.
La verifica pratica consiste nel controllare che:
- La SCIA antincendio depositata sia aggiornata allo stato di fatto del locale;
- I contratti di manutenzione siano stipulati con imprese in possesso della nuova qualifica;
- Il piano di emergenza sia aggiornato e affisso (obbligatorio per i locali con affollamento superiore a 50 persone);
- Le vie di esodo siano libere e segnalate correttamente.
Base normativa: DM 1° settembre 2021 ("Decreto Controlli"); DPR 151/2011; D.Lgs. 81/2008.
Conclusioni: le azioni da intraprendere subito
Il quadro normativo per i pubblici esercizi a Roma è in rapido cambiamento su due fronti paralleli: la riforma del Regolamento di somministrazione — ancora in discussione nelle commissioni municipali e non ancora approvata dall'Assemblea Capitolina — e una stagione di controlli straordinari che non si arresterà con la fine dell'estate.
Se stai aprendo un nuovo locale, le azioni prioritarie sono:
- Verificare la destinazione d'uso commerciale dell'immobile e la conformità urbanistica;
- Calcolare il punteggio raggiungibile in base ai nuovi criteri prima di scegliere il locale, soprattutto se intendi operare in zona di pregio;
- Predisporre da subito la SCIA antincendio e il piano HACCP, anche se la norma sul punteggio non è ancora definitiva.
Se hai già un locale aperto, le verifiche urgenti sono:
- Confrontare la planimetria depositata in sede di SCIA antincendio con lo stato attuale dei locali;
- Controllare che i contratti di manutenzione degli impianti antincendio siano aggiornati con Tecnici Manutentori Qualificati VVF (scadenza: 25 settembre 2026);
- Verificare l'assenza di occupazioni di suolo pubblico non autorizzate e la regolarità delle posizioni lavorative;
- Conservare tutta la documentazione aggiornata e accessibile in caso di ispezione.
Dati e riferimenti da ricordare:
- Punteggio massimo Regolamento somministrazione Roma: 200 punti (soglia zone di pregio: 170 punti);
- Locali notturni sequestrati a Roma estate 2026: 13 (più 23 sospensioni temporanee);
- Controlli effettuati dalle forze dell'ordine: oltre 30.000 nei fine settimana estivi;
- Scadenza Tecnico Manutentore Qualificato antincendio: 25 settembre 2026 (DM 1° settembre 2021);
- Norma TULPS applicata: art. 100 R.D. 773/1931.
Lo Studio Tecnico Corsi assiste imprenditori e titolari di attività nella predisposizione di tutte le pratiche per l'apertura e la messa a norma dei locali commerciali a Roma e nel Lazio: dalla verifica della destinazione d'uso alla SCIA al SUAP, dalla SCIA antincendio ai rapporti con ASL, VVF e Questura.
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Fonti e riferimenti
- Corriere della Sera Roma, 18 settembre 2026 – "Bar e ristoranti a Roma, scontro tra Comune e Municipi sui nuovi criteri per le licenze"
- RomaToday, 14 settembre 2026 – "Movida, in arrivo nuovi criteri per i locali"
- Corriere della Sera Roma, 14 settembre 2026 – "Roma, i controlli dopo Crans Montana"
- Corriere della Sera Roma, 14 settembre 2026 – "Roma, più di 30mila controlli nei locali"
- Deliberazione dell'Assemblea Capitolina del 2010 (Regolamento per la somministrazione di alimenti e bevande a Roma Capitale)
- Art. 100 TULPS – R.D. 18 giugno 1931, n. 773
- DM 1° settembre 2021 ("Decreto Controlli" VVF – scadenza qualifica Tecnico Manutentore)
- DPR 1° agosto 2011, n. 151 (Regolamento prevenzione incendi attività a rischio)
- D.Lgs. 26 marzo 2010, n. 59 (Servizi e SCIA al SUAP)
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (Sicurezza sul lavoro – DVR)
- Reg. CE 852/2004 (Igiene alimenti – HACCP)


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