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Ecobonus al 65% nel 2027: l'ipotesi del Governo e cosa fare adesso

Il Governo studia un ritorno della detrazione al 65% per cappotti, infissi e pompe di calore sulla prima casa: ma fino al 31 dicembre 2026 il 50% è certo, il 65% no. Guida per non sbagliare.

La notizia: il Governo valuta il ritorno al 65%

A metà settembre 2026, le principali testate economiche italiane — tra cui Il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore — hanno anticipato che il Governo sta valutando di inserire nella Legge di Bilancio 2027 un Ecobonus con aliquota al 65% per gli interventi di efficientamento energetico realizzati sull'abitazione principale.

Si tratterebbe di un ritorno a un'aliquota più generosa dopo anni di progressiva riduzione degli incentivi. Il costo stimato della misura si aggira intorno a mezzo miliardo di euro e verrebbe coperto, almeno in parte, grazie alla flessibilità di bilancio concessa dall'Unione Europea per gli investimenti legati alla transizione energetica e alla sicurezza energetica (clausola da circa 14 miliardi per il triennio 2026-2028).

Attenzione, però: al momento della pubblicazione di questo articolo, non esiste alcun testo normativo approvato. Si tratta di un'ipotesi politica ancora allo studio, priva di articolato, coperture definitive e voto parlamentare. La Legge di Bilancio 2027 dovrà essere presentata in Parlamento entro il 27 settembre 2026 e approvata entro il 31 dicembre 2026.

Le aliquote attuali e il calendario già scritto nella legge

Per capire cosa potrebbe cambiare, è indispensabile conoscere il quadro normativo già vigente, fissato dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1, comma 22) e dal D.Lgs. 117/2026 (nuovo TUIR, in vigore dal 1° gennaio 2027).

| Periodo | Abitazione principale | Altri immobili | |---|---|---| | Spese 2026 | 50% | 36% | | Spese 2027 (senza modifiche) | 36% | 30% | | Spese 2027 (ipotesi Manovra) | 65% | 36% (da confermare) |

Dunque, senza un intervento legislativo, chi sostiene spese per efficientamento energetico a partire dal 1° gennaio 2027 si troverà con una detrazione che scende dal 50% al 36% sull'abitazione principale e dal 36% al 30% sugli altri immobili. Questo taglio è già programmato e non richiede ulteriori atti del Parlamento.

L'ipotesi del Governo consiste nel capovolgere questa traiettoria: invece di abbassare l'aliquota, si punta ad alzarla fino al 65% per la prima casa, concentrando il beneficio sugli interventi che garantiscono un reale miglioramento delle prestazioni energetiche dell'edificio. Secondo le indiscrezioni, la misura potrebbe essere più selettiva rispetto al passato: non tutti gli interventi oggi ammessi all'Ecobonus rientrerebbero nel 65%, e potrebbero essere previsti requisiti tecnici minimi (ad esempio, un risparmio di energia primaria dimostrabile di almeno il 30%).

Quali interventi potrebbero rientrare nel 65%

Dalle anticipazioni di stampa, gli interventi che il Governo vorrebbe premiare con la detrazione al 65% sono sostanzialmente quelli già oggi ammissibili all'Ecobonus, ma con criteri di accesso più stringenti. In particolare, le tipologie citate dalle fonti sono:

  • Isolamento termico dell'involucro: cappotto esterno, coibentazione di coperture e solai;
  • Sostituzione di infissi e serramenti: finestre e porte esterne con trasmittanza migliorata;
  • Pompe di calore: sostituzione di vecchi impianti di riscaldamento con sistemi ad alta efficienza (aria-aria, aria-acqua, geotermiche);
  • Sistemi ibridi: abbinamento di pompa di calore e caldaia a condensazione;
  • Solare termico: impianti per la produzione di acqua calda sanitaria;
  • Schermature solari: per ridurre il fabbisogno di raffrescamento estivo;
  • Sistemi di building automation: regolazione intelligente degli impianti (classe B o superiore);
  • Sistemi di accumulo, abbinati ai pannelli fotovoltaici.

Secondo alcune fonti (Ediltecnico), l'accesso all'aliquota più alta potrebbe richiedere che l'intervento garantisca un risparmio minimo dimostrabile di energia primaria, rendendo di fatto necessaria una diagnosi energetica preventiva e un attestato di prestazione energetica (APE) ante e post intervento. Questo renderebbe il coinvolgimento di un tecnico abilitato non solo opportuno ma strettamente necessario.

Cosa resta escluso (già oggi e prevedibilmente anche nel 2027): la sostituzione dell'impianto di riscaldamento con caldaie uniche alimentate esclusivamente da combustibili fossili è esplicitamente esclusa dalla normativa vigente e rimarrebbe tale.

Fare i lavori ora o aspettare il 65%? L'analisi del rischio

Questa è la domanda che molti proprietari di prima casa si stanno ponendo in questi giorni. La risposta dipende dalla situazione specifica, ma alcune considerazioni generali sono fondamentali:

Argomenti per fare i lavori entro il 31 dicembre 2026 (detrazione al 50% certa):

  • Il 50% è garantito dalla legge vigente per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2026, senza rischi di ribaltoni parlamentari;
  • Il cantiere è già pianificato, i preventivi approvati, i materiali ordinati;
  • L'immobile ha urgente necessità di intervento (caldaia guasta, finestre deteriorate, ecc.);
  • Il proprietario ha capienza fiscale sufficiente per assorbire la detrazione nel periodo di riferimento.

Argomenti per attendere il 2027 (nella speranza del 65%):

  • La detrazione al 65% supera quella attuale del 50% di ben 15 punti percentuali: su una spesa di 60.000 euro, la differenza è di 9.000 euro in più di detrazione;
  • Il Governo ha manifestato un orientamento politico chiaro, e la misura potrebbe effettivamente entrare in Manovra;
  • I lavori non sono urgenti e possono essere tecnicamente rinviati di qualche mese.

Attenzioni e rischi dell'attesa:

  • Se la Legge di Bilancio 2027 non approvasse il 65%, le spese sostenute nel 2027 verrebbero detratte solo al 36%, ben al di sotto del 50% attuale. Il rischio dell'attesa è quindi asimmetrico: si gioca tutto o niente;
  • Il Parlamento potrebbe modificare l'impianto iniziale del Governo: aliquote, lavori ammessi, massimali e requisiti tecnici potrebbero cambiare fino all'approvazione definitiva;
  • I prezzi dei materiali e della manodopera potrebbero variare, e la coda di lavori a inizio 2027 potrebbe allungare i tempi;
  • Le regole sul bonifico parlante cambiano dal 1° gennaio 2027 con il nuovo TUIR (D.Lgs. 117/2026): la causale dovrà fare riferimento ai nuovi articoli 371, 372 o 373 del TUIR invece del vecchio art. 16-bis DPR 917/1986. Un errore nella causale può far perdere l'intera detrazione.

La situazione a Roma e nel Lazio: cosa cambia in concreto

Per i proprietari di abitazioni a Roma e nel Lazio, il tema dell'efficientamento energetico si intreccia con alcune specificità locali.

In primo luogo, l'eventuale Ecobonus al 65% sarebbe applicabile anche agli interventi su immobili situati in zone vincolate (aree paesaggistiche, UNESCO, centri storici), purché i lavori siano compatibili con le autorizzazioni previste. A Roma, il portale TERRAP gestisce le autorizzazioni paesaggistiche in via digitale: chi vuole installare un cappotto esterno o sostituire infissi in area vincolata deve verificare preventivamente se l'intervento è esente, soggetto a procedura semplificata (Allegato B del DPR 73/2026) o a procedura ordinaria.

In secondo luogo, molti edifici romani — in particolare quelli costruiti tra gli anni Cinquanta e Settanta — sono in classe energetica E, F o G e potrebbero beneficiare significativamente di interventi di isolamento e sostituzione degli impianti. Un'eventuale detrazione al 65%, se abbinata a un APE ante-lavori che certifica il punto di partenza, consentirebbe di valorizzare l'immobile anche in vista di future compravendite (la classe energetica deve essere dichiarata nel rogito).

Infine, per gli edifici condominiali, la regola rimane quella consolidata: l'aliquota più favorevole (abitazione principale) spetta ai singoli condòmini che risiedono nell'immobile e sostengono la spesa nella loro quota millesimale. L'assemblea condominiale può deliberare l'intervento, ma il beneficio fiscale è individuale.

Conclusioni: le azioni da intraprendere e i dati da ricordare

Il quadro normativo sull'Ecobonus 2027 è ancora in evoluzione, ma alcune certezze e alcune azioni concrete emergono già oggi.

Dati certi da ricordare:

  • 50% di detrazione IRPEF per gli interventi di efficientamento energetico sull'abitazione principale, spese sostenute entro il 31 dicembre 2026 (L. 199/2025, art. 1, comma 22);
  • 36% per gli altri immobili nel 2026;
  • Dal 1° gennaio 2027, senza nuovi interventi legislativi, le aliquote scendono rispettivamente al 36% e 30% (D.Lgs. 117/2026);
  • L'ipotesi di Ecobonus al 65% per la prima casa nel 2027 è oggetto di studio governativo ma non è ancora legge; la Legge di Bilancio 2027 deve essere approvata entro il 31 dicembre 2026;
  • Il bonifico parlante dovrà citare i nuovi articoli del TUIR (371, 372 o 373 del D.Lgs. 117/2026) per le spese sostenute dal 1° gennaio 2027.

Azioni concrete da valutare subito:

  1. Effettuare una diagnosi energetica dell'immobile per capire quali interventi producono il maggiore miglioramento di classe e sono tecnoicamente fattibili;
  2. Richiedere preventivi dettagliati per avere dati certi su cui pianificare tempistiche e copertura fiscale;
  3. Verificare la capienza IRPEF: la detrazione si recupera in 10 anni; se il reddito è basso, una detrazione del 65% può valere meno in termini pratici di una al 50% su una spesa maggiore;
  4. Controllare vincoli paesaggistici prima di procedere, specialmente a Roma (portale TERRAP) e nei comuni del Lazio con PTPR vigente;
  5. Monitorare l'iter parlamentare della Manovra 2027 a partire dal 27 settembre 2026: solo il testo approvato in via definitiva renderà operativo il nuovo Ecobonus.

Lo Studio Tecnico Corsi è a disposizione per valutare la situazione energetica del vostro immobile, individuare gli interventi più efficaci e accompagnarvi nella scelta più conveniente tra le opzioni oggi disponibili e quelle in corso di definizione.

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Fonti e riferimenti normativi:

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Ing. Federico CorsiFC
Ing. Federico Corsi
Studio Tecnico Corsi · Ingegneria civile

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