Bonus casa 2026: come il reddito sopra 75.000 euro taglia la detrazione
Dal 2025 un tetto globale alle detrazioni IRPEF colpisce chi guadagna di più: ecco come funziona il quoziente familiare e come pianificare i lavori entro il 31 dicembre 2026 per non perdere il beneficio.
Il quadro normativo: la stretta introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 e confermata per il 2026
Fino al periodo d'imposta 2024, il meccanismo di riduzione progressiva delle detrazioni IRPEF riguardava quasi esclusivamente i redditi molto elevati: la detrazione del 19% su spese come quelle sanitarie, universitarie o per gli interessi sul mutuo si riduceva graduamente tra i 120.000 e i 240.000 euro di reddito complessivo, azzerandosi solo al secondo tetto.
Dal 1° gennaio 2025 la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha introdotto una soglia del tutto nuova e molto più bassa: 75.000 euro di reddito complessivo. Superata questa soglia, si applica un tetto complessivo alle detrazioni IRPEF che comprende, tra le altre, quelle per interventi edilizi: Bonus Ristrutturazione (ex art. 16-bis TUIR), Ecobonus e Sismabonus. La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, GU n. 301 del 30 dicembre 2025) ha confermato e consolidato questa impostazione per l'anno d'imposta 2026, affiancandola al "doppio binario" sulle aliquote (50% prima casa, 36% altri immobili).
La novità è rilevante perché, a differenza del vecchio meccanismo, non agisce sull'aliquota della singola detrazione ma fissa un importo massimo complessivo di oneri detraibili spendibili in dichiarazione, calcolato con il cosiddetto quoziente familiare. Chi supera il tetto, anche con spese assolutamente legittime e regolarmente pagate, perde la parte di detrazione che eccede il limite.
Come funziona il quoziente familiare: la formula che determina il tetto
Il tetto alle detrazioni non è una cifra fissa uguale per tutti: varia in funzione di due fattori, il reddito del contribuente e la presenza di figli fiscalmente a carico.
La norma individua tre fasce di reddito complessivo:
- Fino a 75.000 euro: nessun tetto aggiuntivo. Le detrazioni spettano per intero (salvo le regole preesistenti sulla riduzione oltre i 120.000 euro per alcune voci al 19%).
- Tra 75.001 e 100.000 euro: si applica un limite complessivo alle detrazioni, modulato in base al numero di figli fiscalmente a carico.
- Oltre 100.000 euro: il limite complessivo è più stretto e il taglio è più significativo.
L'importo massimo detraibile è determinato moltiplicando una base-importo per un coefficiente familiare che tiene conto dei figli a carico. In sostanza, più figli si hanno fiscalmente a carico, maggiore è il tetto residuo di detrazioni ammesse. Un contribuente senza figli a carico subisce il taglio più consistente; chi ha due o più figli a carico gode di un limite più ampio.
Si precisa che il meccanismo del quoziente familiare è stato introdotto dalla L. 207/2024 e ribadito dalla L. 199/2025, ed è operativo già dalla dichiarazione dei redditi relativa al 2025 (modello 730/2026 o Redditi PF 2026). Le istruzioni ufficiali al modello 730 aggiornate al 28 maggio 2026 forniscono i coefficienti esatti per ogni fascia di reddito e numero di figli. I valori di dettaglio vanno verificati con il professionista di riferimento o sul sito dell'Agenzia delle Entrate, poiché la formula completa è contenuta nell'atto normativo e nelle istruzioni ai modelli dichiarativi.
Quali bonus edilizi rientrano nel tetto: ristrutturazione, ecobonus, sismabonus
Il tetto complessivo alle detrazioni non si applica a tutte le voci del 730, ma include espressamente gli oneri detraibili per il recupero del patrimonio edilizio e per la riqualificazione energetica. Concretamente, per un proprietario di casa che ha fatto lavori nel 2026, il calcolo deve tenere conto dei seguenti bonus:
- Bonus Ristrutturazione (ex art. 16-bis TUIR, dal 2027 ricodificato nel nuovo TUIR introdotto dal D.Lgs. 117/2026): 50% sulla prima casa, 36% sugli altri immobili, tetto di spesa 96.000 euro per unità immobiliare, detrazione in 10 rate annuali.
- Ecobonus (riqualificazione energetica): allineat alle stesse aliquote del Bonus Ristrutturazione dalla Legge di Bilancio 2026, con l'eliminazione delle vecchie percentuali maggiorate (come il 65% che aveva caratterizzato le edizioni precedenti).
- Sismabonus (interventi antisismici): anche in questo caso le aliquote maggiorate precedenti sono state soppresse e il trattamento è uniformato al Bonus Ristrutturazione.
- Bonus Mobili ed Elettrodomestici: 50% su un massimo di 5.000 euro di spesa, collegato a un intervento di recupero edilizio avviato non prima del 1° gennaio 2025; scade il 31 dicembre 2026 senza proroga attualmente prevista.
Non rientrano invece nel tetto complessivo le spese sanitarie (soggette a regola diversa con franchigia di 129,11 euro) e alcune categorie specifiche di oneri che la norma esclude espressamente.
Si ricorda che dal 2026 non è più possibile optare per lo sconto in fattura o la cessione del credito per i nuovi interventi: l'unica modalità rimasta è la detrazione IRPEF diretta nella dichiarazione dei redditi.
Esempi pratici: quanto si rischia di perdere e in quali situazioni
Per capire l'impatto concreto della norma, è utile ragionare su alcuni scenari tipici.
Caso 1 – Contribuente con reddito di 80.000 euro, senza figli a carico. Ha sostenuto 20.000 euro di spese per ristrutturazione della prima casa (detrazione teorica: 10.000 euro in 10 anni, pari a 1.000 euro/anno). Il tetto calcolato con il quoziente familiare potrebbe ridurre l'importo detraibile, rendendo non recuperabile una quota della detrazione. La perdita esatta dipende dagli altri oneri detraibili già presenti nella dichiarazione.
Caso 2 – Contribuente con reddito di 95.000 euro, due figli a carico. La presenza di due figli eleva il coefficiente familiare, aumentando il tetto massimo ammissibile. In questo caso l'impatto potrebbe essere molto limitato o addirittura nullo, a seconda del profilo complessivo della dichiarazione.
Caso 3 – Contribuente con reddito di 110.000 euro, senza figli. Qui il taglio è più netto. La detrazione teorica sui lavori edilizi potrebbe risultare parzialmente o significativamente ridotta rispetto a quella nominale, vanificando una parte dell'investimento agevolato.
La lezione pratica è duplice. Primo: il beneficio nominale del bonus non coincide necessariamente con il beneficio effettivo. Secondo: prima di avviare lavori importanti, è consigliabile simulare il proprio quadro fiscale complessivo per valutare se esiste capienza sufficiente per fruire dell'intera detrazione spettante. A tal fine è indispensabile il supporto di un professionista abilitato (dottore commercialista, consulente fiscale o tecnico di fiducia in coordinamento con il consulente fiscale).
La regola del pagamento e la scadenza del 31 dicembre 2026
Per il Bonus Ristrutturazione, l'Ecobonus e il Sismabonus, conta il momento in cui la spesa viene effettivamente sostenuta, cioè la data in cui il bonifico bancario o postale parlante viene disposto dall'ordinante. Questo significa che:
- Un bonifico disposto entro il 31 dicembre 2026 consente di fruire delle aliquote 2026 (50% prima casa, 36% altri immobili), anche se l'addebito sul conto avviene nei primissimi giorni di gennaio 2027.
- Un bonifico disposto il 2 gennaio 2027 ricade nelle regole 2027, con aliquote ridotte al 36% (prima casa) e al 30% (altri immobili).
Il bonifico parlante deve riportare obbligatoriamente: la causale del versamento (riferimento normativo corretto per il 2026: art. 16-bis DPR 917/1986, che dal 2027 verrà sostituito dagli artt. 17, 371, 372, 373 del nuovo TUIR ex D.Lgs. 117/2026), il codice fiscale del beneficiario della detrazione e i dati del soggetto che esegue i lavori (codice fiscale e partita IVA). Un errore nella causale può comportare la perdita dell'intera detrazione.
Per il Bonus Mobili, il termine del 31 dicembre 2026 è definitivo salvo interventi della Legge di Bilancio 2027 (la cui discussione parlamentare è attesa in autunno). Si ricorda che il bonus mobili richiede l'esistenza di un intervento di recupero edilizio iniziato non prima del 1° gennaio 2025 sullo stesso immobile.
Documentazione da conservare: tutte le fatture, i bonifici parlanti con ricevuta, le comunicazioni ENEA (obbligatorie per Ecobonus e Sismabonus entro 90 giorni dalla fine lavori), i titoli abilitativi edilizi eventualmente necessari e le asseverazioni tecniche richieste per i lavori antisismici o di riqualificazione energetica.
Conclusioni
Il 2026 rappresenta l'ultimo anno in cui i bonus edilizi mantengono le aliquote più favorevoli (50% prima casa, 36% altri immobili) prima della riduzione programmata per il 2027 (36% e 30% rispettivamente). Tuttavia, il beneficio effettivo non è automatico per tutti: chi supera 75.000 euro di reddito complessivo deve fare i conti con il tetto globale alle detrazioni IRPEF, modulato dal quoziente familiare introdotto dalla L. 207/2024 e confermato dalla L. 199/2025.
Azioni concrete da intraprendere:
- Verificare il proprio reddito complessivo 2026 per capire se si è al di sopra della soglia di 75.000 euro.
- Simulare l'impatto del quoziente familiare sul totale delle detrazioni spettanti, considerando tutte le voci (spese mediche, interessi sul mutuo, lavori edilizi).
- Pianificare i pagamenti tramite bonifico parlante entro il 31 dicembre 2026 per le spese che si intende portare in detrazione a le aliquote vigenti.
- Verificare la corretta compilazione della causale del bonifico, con riferimento all'art. 16-bis DPR 917/1986.
- Trasmettere la comunicazione all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori per gli interventi di riqualificazione energetica e antisismici.
- Conservare tutta la documentazione (fatture, bonifici, asseverazioni tecniche, comunicazioni ENEA) per almeno 10 anni.
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Fonti e riferimenti normativi
- Legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Legge di Bilancio 2025): introduzione del tetto globale alle detrazioni IRPEF per redditi superiori a 75.000 euro.
- Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), GU n. 301 del 30 dicembre 2025: conferma del doppio binario 50%/36% e del tetto reddituale.
- D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 16-bis: disciplina del Bonus Ristrutturazione per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2026.
- D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117: nuovo Testo Unico delle Imposte sui Redditi, in vigore dal 1° gennaio 2027.
- Agenzia delle Entrate – Istruzioni modello 730/2026, aggiornamento 28 maggio 2026.
- Idealista.it – Quali sono i lavori di ristrutturazione detraibili nel 2026, 20 agosto 2026.
- Consulenzacinieri.it – Dentro la dichiarazione: Ecobonus, 20 agosto 2026.
- Centrofiscale.com – Bonus Scadenza 2026: Guida Completa, 25 agosto 2026.


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