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Nuove Linee Guida FRP 2026: rinforzo strutturale, cosa cambia

Dal 12 agosto 2026 è in vigore il documento aggiornato del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sui materiali compositi fibrorinforzati: ecco cosa devono sapere proprietari, condomini e tecnici prima di avviare un intervento di consolidamento.

Che cosa sono le Linee Guida FRP e perché riguardano anche i proprietari di casa

Quando si parla di rinforzo strutturale di un edificio esistente, tra le tecnologie più diffuse degli ultimi decenni ci sono i sistemi compositi fibrorinforzati a matrice polimerica, abbreviati con la sigla FRP (dall'inglese Fibre Reinforced Polymer). Si tratta di materiali ad alta resistenza — nastri, lamine o tessuti in fibra di carbonio, vetro, basalto o acciaio — incollati o applicati sulle strutture portanti per aumentarne la resistenza e ridurne la vulnerabilità sismica. Sono impiegati, ad esempio, per rinforzare pilastri e travi in cemento armato, consolidare murature portanti nei palazzi storici o intervenire su solai e fondazioni.

L'11 agosto 2026, con il Decreto del Presidente n. 248, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha approvato il nuovo documento ufficiale: «Linea Guida per la identificazione, la qualificazione ed il controllo di accettazione di compositi fibrorinforzati a matrice polimerica (FRP) da utilizzarsi per il consolidamento strutturale di costruzioni esistenti — Luglio 2026», pubblicato il 12 agosto 2026. Questo testo aggiorna e sostituisce integralmente la precedente versione del 2019 (Decreto n. 293 del 29 maggio 2019).

Perché interessa anche chi non è un tecnico? Perché ogni volta che si esegue un intervento di consolidamento strutturale — che rientri nel Sismabonus, in un ordinario intervento di manutenzione straordinaria o in una ristrutturazione più ampia — i materiali FRP utilizzati devono rispettare le regole fissate da queste Linee Guida. Un prodotto non conforme può rendere l'intervento non ammissibile alle detrazioni fiscali e, soprattutto, non idoneo sul piano della sicurezza.

Le principali novità rispetto alla versione del 2019

Il nuovo documento non riscrive l'intero sistema, ma introduce aggiornamenti tecnici e procedurali di notevole impatto operativo. Ecco le novità principali:

  • Temperatura di transizione vetrosa (Tg): è la modifica più rilevante. La Tg è il parametro che misura la resistenza delle matrici polimeriche alle variazioni di temperatura: un valore troppo basso significa che il materiale perde rigidità al caldo, compromettendo il rinforzo. La nuova procedura richiede prove di laboratorio secondo la norma UNI EN ISO 11357-2 (calorimetria a scansione differenziale, DSC), con modalità di campionamento più dettagliate. Vengono distinti due cicli di condizionamento: uno per le condizioni subito dopo la posa e uno per le condizioni dopo almeno una stagione estiva. Il valore minimo di Tg rimane fissato a 57 °C (con temperatura massima di utilizzo di 42 °C), salvo applicazioni particolari documentate nel CVT.
  • Qualificazione tramite CVT: la qualificazione dei prodotti FRP non coperti da marcatura CE europea avviene tramite il Certificato di Valutazione Tecnica (CVT), rilasciato da enti autorizzati. La validità quinquennale è confermata, ma il nuovo testo precisa che la mancata esecuzione delle prove di controllo annuali può determinare la sospensione del certificato. Un'interruzione che impatta direttamente i cantieri in corso.
  • Laboratori più selettivi: rispetto al 2019, non è più sufficiente che il laboratorio dimostri genericamente esperienza e dotazione strumentale adeguata. Le nuove Linee Guida richiedono che le prove siano effettuate da laboratori autorizzati ai sensi dell'art. 59 del D.P.R. 380/2001 e dotati di una specifica estensione autorizzativa per i compositi FRP. Prima di affidare un cantiere, quindi, è necessario verificare formalmente questa estensione.
  • Allineamento al nuovo Regolamento europeo: il documento recepisce il riferimento al Regolamento (UE) 2024/3110 sui prodotti da costruzione, destinato a sostituire progressivamente il Regolamento UE 305/2011. Tuttavia, il direttore dei lavori deve continuare a verificare caso per caso se il prodotto è coperto da marcatura CE e relativa Dichiarazione di Prestazione (DoP) oppure da CVT.

Cosa rimane invariato: i punti fermi per i cantieri

Un aspetto importante da chiarire è che le Linee Guida 2026 non stravolgono l'impianto generale già in vigore dal 2019. Restano obbligatori e invariati nei loro elementi essenziali:

  • I controlli di accettazione in cantiere, che erano già obbligatori nella versione del 2019 e rimangono tali. Spetta al direttore dei lavori la responsabilità di prelevare i campioni e verificarne la conformità prima della messa in opera.
  • Le modalità di campionamento: 3 campioni per le lamine preformate, 6 provini per i sistemi impregnati in situ.
  • La soglia di accettazione: i valori misurati devono essere pari ad almeno l'85% dei valori nominali di classe dichiarati dal produttore.
  • La distinzione tra sistemi preformati (lamine e nastri prodotti industrialmente, es. tramite pultrusione) e sistemi impregnati in situ (tessuti e fogli impregnati direttamente in cantiere con resine termoindurenti).
  • Il principio per cui fibre e resine devono essere commercializzate dal medesimo produttore del sistema qualificato.

Le fibre di vetro, in particolare, devono essere di tipo AR (alkali resistant), salvo dimostrazione documentata di equivalenza prestazionale per altre tipologie.

Il legame con il Sismabonus e le pratiche nel Lazio

Per chi intende accedere al Sismabonus — la detrazione IRPEF per interventi di riduzione del rischio sismico, attualmente al 50% per la prima casa (limite di spesa 96.000 euro per unità immobiliare) — l'utilizzo di materiali FRP è una delle soluzioni tecniche più ricorrenti, soprattutto nei rinforzi di edifici in muratura o in cemento armato degli anni '50-'70, molto diffusi nel territorio romano e laziale.

La corretta conformità alle Linee Guida FRP è un requisito imprescindibile per la validità tecnica dell'intervento. In caso di verifica da parte dell'Agenzia delle Entrate o del Genio Civile, materiali privi di CVT valido o prove eseguite da laboratori senza l'estensione FRP possono comportare il recupero delle detrazioni fruite con l'aggiunta di sanzioni e interessi.

Nel Lazio, gli interventi strutturali su edifici in zona sismica sono disciplinati dal Regolamento regionale n. 26/2020 e gestiti tramite la piattaforma OPENGENIO della Regione Lazio. In base alla classificazione dell'intervento (rilevante, di minore rilevanza o privo di rilevanza), possono essere richieste: autorizzazione sismica preventiva, semplice deposito con controllo a campione oppure il regime definito dalla disciplina regionale. La modulistica edilizia è stata aggiornata dalla Regione Lazio con la determinazione n. G05745 del 9 maggio 2025.

Per Roma Capitale, la pratica strutturale su OPENGENIO deve essere coordinata con il titolo edilizio presentato allo Sportello Unico per l'Edilizia (SUE): i due percorsi — quello edilizio/urbanistico e quello strutturale/sismico — non si sostituiscono reciprocamente e devono essere gestiti in parallelo o in sequenza, secondo la tipologia dell'intervento.

Adeguamento dei cantieri e dei CVT in corso: i tempi da rispettare

Una delle domande pratiche più frequenti riguarda i cantieri già avviati e i CVT emessi sotto la versione 2019: cosa succede ai prodotti già qualificati?

Le nuove Linee Guida prevedono che i CVT esistenti debbano essere adeguati alle nuove procedure, con particolare riferimento alla determinazione della Tg secondo il nuovo metodo DSC. I titolari di CVT in corso di validità dovranno effettuare le necessarie verifiche e, se necessario, aggiornare la documentazione tecnica. I dettagli operativi e i termini per l'adeguamento sono contenuti nel testo del Decreto del Presidente n. 248 dell'11 agosto 2026 e nelle disposizioni del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

Per i cantieri in corso nei quali i materiali FRP siano già stati approvvigionati con CVT 2019, la direttiva dei lavori dovrà verificare che il laboratorio di prova sia in possesso dell'estensione FRP richiesta e che la documentazione di cantiere risulti coerente con il nuovo quadro normativo. In caso di dubbio, è opportuno interrompere la messa in opera dei materiali in attesa di chiarimento con il progettista strutturale.

Conclusioni

Le nuove Linee Guida FRP 2026 — approvate con Decreto del Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici n. 248 dell'11 agosto 2026 e pubblicate il 12 agosto 2026 — rappresentano un aggiornamento tecnico rilevante per chiunque stia pianificando o stia eseguendo un intervento di consolidamento strutturale su un edificio esistente.

I punti da ricordare:

  • Il documento sostituisce integralmente le Linee Guida FRP del 2019 e costituisce il riferimento normativo aggiornato ai sensi delle NTC 2018 (D.M. 17 gennaio 2018).
  • La novità principale riguarda la determinazione della temperatura di transizione vetrosa (Tg) con la procedura DSC secondo UNI EN ISO 11357-2.
  • I laboratori devono possedere una specifica estensione autorizzativa FRP ai sensi dell'art. 59 del D.P.R. 380/2001: verificare questo requisito prima di affidare i controlli di cantiere.
  • Il CVT mantiene validità quinquennale, ma la mancata esecuzione delle prove annuali di controllo può determinarne la sospensione. I CVT emessi sotto la versione 2019 devono essere adeguati.
  • Per i cantieri in Sismabonus, la conformità alle Linee Guida FRP è requisito indispensabile per la validità tecnica dell'intervento e per non incorrere nel recupero delle detrazioni.
  • Nel Lazio, gli interventi strutturali restano soggetti al Regolamento regionale n. 26/2020 e alla piattaforma OPENGENIO, coordinati con il titolo edilizio presso il SUE competente.

Cosa fare: prima di avviare qualsiasi intervento di rinforzo strutturale che preveda materiali FRP, è indispensabile verificare che il prodotto disponga di un CVT valido e aggiornato alle nuove procedure, che il laboratorio incaricato dei controlli possieda l'estensione FRP, e che il progettista strutturale abbia preso in considerazione le novità introdotte dal documento del 2026.

Lo Studio Tecnico Corsi assiste i propri clienti in tutte le fasi degli interventi strutturali, dalla verifica dei materiali alla redazione delle pratiche su OPENGENIO, garantendo la piena conformità alle normative vigenti a Roma e nel Lazio.

Fonti e riferimenti normativi

  • Decreto del Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici n. 248 dell'11 agosto 2026: approvazione delle nuove Linee Guida FRP 2026. Pubblicato il 12 agosto 2026.
  • Linee Guida FRP 2019 (D.P. n. 293 del 29 maggio 2019): testo sostituito integralmente.
  • D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo Unico Edilizia): art. 59 (laboratori autorizzati), artt. 93, 94 e 94-bis (zona sismica).
  • D.M. 17 gennaio 2018 — Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018): riferimento tecnico strutturale.
  • Regolamento regionale Lazio n. 26/2020: disciplina degli interventi strutturali in zona sismica nel Lazio e classificazione delle pratiche OPENGENIO.
  • Determinazione Regione Lazio n. G05745 del 9 maggio 2025: aggiornamento della modulistica edilizia regionale. Regione Lazio — documenti
  • Regolamento (UE) 2024/3110 sui prodotti da costruzione: destinato a sostituire progressivamente il Regolamento (UE) n. 305/2011.
  • UNI EN ISO 11357-2: norma tecnica per la determinazione della temperatura di transizione vetrosa tramite calorimetria a scansione differenziale (DSC).
  • Approfondimento tecnico Ingenio-Web sulle Linee Guida FRP 2026
  • Analisi DonneGeometra.it sulle Linee Guida FRP 2026

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Ing. Federico CorsiFC
Ing. Federico Corsi
Studio Tecnico Corsi · Ingegneria civile

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