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Bonus edilizi 2026: tutto quello che va fatto entro il 31 dicembre

Dal 1° gennaio 2027 le aliquote scendono e il Bonus Mobili scade: ecco la guida operativa per non perdere la detrazione al 50% sulla prima casa.

La finestra si chiude: il 31 dicembre 2026 è una data da segnare in rosso

Il conto alla rovescia è cominciato. Il 31 dicembre 2026 è l'ultimo giorno utile per effettuare i pagamenti relativi ai principali bonus edilizi e beneficiare ancora delle aliquote più favorevoli oggi in vigore. Dal 1° gennaio 2027, salvo modifiche nella Legge di Bilancio 2027 (il cui iter parlamentare partirà a ottobre), le detrazioni IRPEF su ristrutturazioni ed efficientamento energetico si ridurranno in modo significativo, mentre il Bonus Mobili ed Elettrodomestici cesserà del tutto.

La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) aveva già rinviato di un anno il cosiddetto "step-down", cioè la riduzione progressiva delle aliquote, originariamente prevista per il 2026. Non è detto che la prossima manovra faccia altrettanto: al momento non esiste alcuna proroga ufficiale per il 2027 e le norme in vigore — consolidate anche dal D.Lgs. 117/2026 che ha riordinato le agevolazioni nel nuovo Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) — prevedono tagli netti a partire dal 1° gennaio 2027.

Per i proprietari di casa e i condomini, dunque, i prossimi mesi rappresentano una finestra d'azione concreta e irripetibile.

Le aliquote 2026 a confronto con quelle 2027: quanto si perde aspettando

Ecco il quadro comparativo delle detrazioni IRPEF attualmente in vigore (2026) rispetto a quelle previste dal 2027 in assenza di interventi legislativi:

| Agevolazione | 2026 – Prima casa | 2026 – Altri immobili | Dal 2027 – Prima casa | Dal 2027 – Altri immobili | |---|---|---|---|---| | Bonus Ristrutturazione | 50% | 36% | 36% | 30% | | Ecobonus | 50% | 36% | 36% | 30% | | Sismabonus | 50% | 36% | 36% | 30% | | Bonus Mobili | 50% (max 5.000 €) | 50% (max 5.000 €) | Scaduto | Scaduto |

Il tetto di spesa per Bonus Ristrutturazione, Ecobonus e Sismabonus rimane fissato a 96.000 euro per unità immobiliare anche nel 2027. Il risparmio fiscale massimo, tuttavia, si riduce drasticamente: su una spesa di 96.000 euro, la detrazione massima passa da 48.000 euro (50%) a 34.560 euro (36%) per la prima casa. Su una seconda casa, si passa da 34.560 euro (36%) a 28.800 euro (30%).

Per accedere all'aliquota 2026 è sufficiente che la spesa sia effettivamente sostenuta — cioè pagata — entro il 31 dicembre 2026. Non conta la data di inizio o fine dei lavori, ma quella del bonifico parlante. Fonti: Informazione Fiscale, Idealista News.

I bonus interessati nel dettaglio: ristrutturazione, Ecobonus, Sismabonus e Mobili

Bonus Ristrutturazione (art. 16-bis DPR 917/1986, ora artt. 17 e 373 del nuovo TUIR)

La detrazione IRPEF per interventi di recupero edilizio (manutenzione straordinaria, restauro, ristrutturazione, opere per la sicurezza) è il bonus più utilizzato in Italia. Nel 2026:

  • 50% per l'abitazione principale (proprietario o titolare di diritto reale)
  • 36% per tutti gli altri immobili
  • Tetto di spesa: 96.000 euro per unità immobiliare
  • Rimborso in 10 quote annuali di pari importo

Dal 1° gennaio 2027 le percentuali scendono al 36% (prima casa) e 30% (altri immobili).

Ecobonus (già L. 296/2006, ora art. 372 del nuovo TUIR)

La detrazione per interventi di efficientamento energetico — infissi, isolamento termico, pompe di calore, sistemi di riscaldamento — è stata uniformata nel 2025-2026 al doppio binario 50%/36%. Si applicano gli stessi limiti del Bonus Ristrutturazione. Attenzione: le caldaie a gas autonome (cosiddette caldaie "solo gas") sono escluse dall'agevolazione. Dal 2027: 36%/30%.

Sismabonus (art. 16, co. 1-bis e seguenti, DPR 917/1986)

La detrazione per interventi di messa in sicurezza antisismica segue anch'essa il doppio binario 50%/36%. Il Sismabonus Acquisti (per chi acquista un immobile già ristrutturato in zona sismica) mantiene le stesse regole. Dal 2027: 36%/30%.

Bonus Mobili ed Elettrodomestici

Il bonus consente di detrarre il 50% delle spese per acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (classe energetica minima A per forni, A+ per gli altri) su una spesa massima di 5.000 euro per unità immobiliare, a condizione che l'acquisto sia collegato a un intervento di recupero edilizio iniziato non prima del 1° gennaio 2025. Non è prevista alcuna proroga al 2027: se la Legge di Bilancio 2027 non interverrà, il bonus cesserà definitivamente il 31 dicembre 2026.

La regola del bonifico parlante: come non perdere la detrazione per un errore di forma

L'unica modalità valida per pagare i lavori e accedere alla detrazione è il bonifico parlante (bancario o postale), che deve riportare obbligatoriamente:

  • Causale specifica: fino al 31 dicembre 2026 deve richiamare l'art. 16-bis del DPR 917/1986 (Bonus Ristrutturazione) o la L. 296/2006 (Ecobonus). Dal 1° gennaio 2027, con l'entrata in vigore del nuovo TUIR (D.Lgs. 117/2026), le causali cambieranno e dovranno richiamare i nuovi articoli (art. 17 e 373 per il Bonus Casa, art. 372 per l'Ecobonus): un errore nella causale dopo tale data può compromettere la detrazione.
  • Codice fiscale del soggetto che sostiene la spesa e beneficia della detrazione
  • Codice fiscale o partita IVA dell'impresa esecutrice dei lavori

La banca applica sulla somma una ritenuta d'acconto dell'8% a titolo di acconto sull'IRPEF dell'impresa, il che è normale e non pregiudica la detrazione del committente.

Una regola fondamentale: fa fede la data del bonifico, non quella della fattura né quella di inizio o fine lavori. Un pagamento effettuato il 30 dicembre 2026 garantisce l'accesso all'aliquota 2026; un bonifico del 2 gennaio 2027 cade sotto la disciplina del nuovo anno. I pagamenti in contanti, assegno o carta di credito/debito diretta non sono ammessi.

Fonte: Agenzia delle Entrate, Circolare 8/E/2025.

Condomini e cantieri in corso: i casi particolari da gestire prima della fine dell'anno

Lavori condominiali

Per i condomini che hanno deliberato o avviato lavori di ristrutturazione o efficientamento energetico sulle parti comuni, la detrazione spetta a ciascun condomino sulla propria quota millesimale. La regola del bonifico parlante vale anche in questo caso: il pagamento deve essere effettuato dall'amministratore entro il 31 dicembre 2026, e ciascun condomino deve ricevere la certificazione dell'amministratore (da allegare alla dichiarazione dei redditi) con l'importo di spesa attribuito e l'anno di sostenimento.

Se i lavori condominiali sono ancora in corso e i SAL (stati di avanzamento lavori) vengono pagati a cavallo d'anno, ogni SAL costituisce una spesa autonoma: quello liquidato entro il 31 dicembre 2026 beneficia delle aliquote 2026; quello pagato nel 2027 seguirà le aliquote 2027.

Cantieri privati con fine lavori prevista nel 2027

Non è necessario che i lavori siano terminati entro il 31 dicembre 2026: è sufficiente che la spesa sia pagata entro quella data. Se un proprietario sta ristrutturando il bagno e la fine dei lavori è prevista per febbraio 2027, può comunque beneficiare del 50% sui pagamenti effettuati entro il 31 dicembre 2026.

Limite reddituale per i contribuenti con redditi elevati

Attenzione ai cap introdotti dalla Legge di Bilancio 2026: i contribuenti con redditi superiori a 75.000 euro annui sono soggetti a un limite complessivo delle detrazioni fiscali pari a 14.000 euro annui; per chi supera i 100.000 euro, il tetto scende a 8.000 euro. Questo limite si applica alle detrazioni maturate su spese sostenute dal 2025 in poi e può rendere parzialmente inefficace la detrazione anche se le spese sono state correttamente sostenute e pagate.

Conclusioni

Il 31 dicembre 2026 rappresenta uno spartiacque netto per migliaia di proprietari di casa, condomini e piccoli imprenditori in tutta Italia, Roma e il Lazio compresi. I punti chiave da ricordare:

  • Bonus Ristrutturazione, Ecobonus e Sismabonus garantiscono ancora il 50% di detrazione sulla prima casa e il 36% sugli altri immobili fino al 31 dicembre 2026. Dal 1° gennaio 2027 le aliquote scendono rispettivamente al 36% e al 30%, con un risparmio fiscale massimo che si riduce di circa 13.440 euro su 96.000 euro di spesa per la prima casa.
  • Bonus Mobili ed Elettrodomestici: nessuna proroga è al momento deliberata; il bonus cessa il 31 dicembre 2026 (50% su max 5.000 euro). La Legge di Bilancio 2027 potrebbe prorogarlo, ma non è certo.
  • La data che conta è quella del bonifico parlante, non quella di inizio o fine lavori. Il bonifico deve riportare causale corretta, codice fiscale del beneficiario e partita IVA dell'impresa.
  • Limite reddituale: chi guadagna oltre 75.000 euro deve verificare l'impatto del tetto complessivo sulle detrazioni (14.000 o 8.000 euro annui).
  • La Legge di Bilancio 2027 (iter parlamentare atteso da ottobre) potrebbe prorogare le attuali aliquote o almeno il 50% sulla prima casa: è un'opzione politicamente discussa ma non ancora formalizzata. Non è prudente attendere questa eventualità prima di agire.

Riferimenti normativi essenziali:

  • D.Lgs. 917/1986, art. 16-bis (Bonus Ristrutturazione, vigente fino al 31/12/2026)
  • L. 296/2006 (Ecobonus, vigente fino al 31/12/2026)
  • D.Lgs. 117/2026 (nuovo TUIR, in vigore dal 1° gennaio 2027; artt. 17, 371, 372, 373)
  • L. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026), in particolare le disposizioni sullo step-down delle aliquote
  • Agenzia delle Entrate, Circolare n. 8/E del 2025 (istruzioni operative sui bonus edilizi)

Fonti consultate per questo articolo:

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Ing. Federico CorsiFC
Ing. Federico Corsi
Studio Tecnico Corsi · Ingegneria civile

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