Decreto Campi Flegrei 2026: fondo da 100 milioni per le case danneggiate dal sisma
Il D.L. 144/2026 istituisce contributi per la riparazione delle abitazioni sgomberate dopo il bradisismo del 31 luglio: guida operativa per proprietari, sfollati e tecnici.
Il contesto: il bradisismo del 31 luglio 2026 e gli edifici inagibili
Nella notte tra il 31 luglio e il 1° agosto 2026, una scossa di magnitudo 4.7 ha colpito l'area dei Campi Flegrei, con epicentro nei pressi di Pozzuoli. Si tratta del sisma piu' intenso mai registrato da strumenti moderni in quella zona, parte del piu' ampio fenomeno di bradisismo — il lento sollevamento del suolo — che interessa l'area da anni.
Le conseguenze sugli edifici sono state significative: al 25 agosto 2026, secondo i dati del Comune di Pozzuoli, risultano 217 edifici dichiarati inagibili, per un totale di circa 1.101 unita' abitative. Sono state emesse 446 ordinanze di sgombero, che coinvolgono complessivamente oltre 3.800 sfollati, la grande maggioranza dei quali ha trovato una sistemazione autonoma, mentre una parte ridotta e' ospitata in strutture alberghiere o presso l'hub del Palatrincone di Monterusciello.
I Comuni interessati dalla crisi sono quattro: Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Napoli (quartiere Bagnoli e zone limitrofe). Le verifiche tecniche vengono condotte da squadre dei Vigili del Fuoco che, al 25 agosto, avevano gia' effettuato circa 1.495 interventi sugli immobili, con le schede AEDES — il modulo standardizzato per la rilevazione dei danni sismici post-evento — come strumento principale di classificazione dell'agibilita'.
Il D.L. 144/2026: le misure per i proprietari e le famiglie sfollate
Per rispondere all'emergenza, il Governo ha approvato il decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144 (GU n. 182 del 7 agosto 2026), in vigore dall'8 agosto 2026. Il provvedimento — attualmente all'esame del Parlamento per la conversione in legge — dedica un intero capitolo alle misure per l'area flegrea, articolate su due livelli distinti:
1. Contributo di Autonoma Sistemazione (CAS)
Le famiglie la cui abitazione principale, abituale e continuativa sia stata sgomberata per inagibilita' possono accedere al CAS, un sussidio mensile parametrato alla composizione del nucleo familiare:
- 400 euro/mese per nuclei di 1 persona
- 500 euro/mese per 2 persone
- 700 euro/mese per 3 persone
- 800 euro/mese per 4 persone
- 900 euro/mese per 5 o piu' persone
Sono previsti 200 euro aggiuntivi al mese per ciascun componente con eta' superiore a 65 anni o con disabilita' e invalidita' almeno pari al 67%. Il contributo decorre dalla data indicata nel provvedimento di sgombero e cessa quando si realizzano le condizioni per il rientro nell'abitazione, e comunque non oltre il 31 dicembre 2027.
Le risorse stanziate per il CAS ammontano a 1,875 milioni di euro per il 2026 e 4,5 milioni per il 2027, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali (art. 44 D.Lgs. 2 gennaio 2018, n. 1).
2. Fondo da 100 milioni per la riparazione delle abitazioni
Il cuore dell'intervento e' il Fondo istituito presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze (per il successivo trasferimento alla Presidenza del Consiglio dei Ministri) con una dotazione complessiva di 100 milioni di euro: 30 milioni nel 2026 e 70 milioni nel 2027. Le risorse sono destinate ai contributi per interventi di riparazione del danno e di riqualificazione sismica delle abitazioni principali danneggiate e sgomberate in conseguenza del sisma.
Chi ha diritto ai contributi e come funziona la domanda
Possono accedere al fondo da 100 milioni i nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa sia stata:
- danneggiata e sgomberata per inagibilita', in esecuzione di un provvedimento formale dell'autorita' competente adottato entro la data di entrata in vigore del decreto (8 agosto 2026); oppure
- oggetto di richiesta di verifica di agibilita', formalmente presentata entro la stessa data, in conseguenza degli eventi sismici del 31 luglio e 1° agosto 2026.
Iter della domanda:
- Il cittadino presenta la domanda di contributo al Comune di riferimento (Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida o Napoli), secondo le modalita' fissate da una delibera di Giunta comunale da adottarsi entro 30 giorni dall'entrata in vigore del decreto (quindi entro il 7 settembre 2026 circa).
- Il Comune istruisce la pratica e adotta il provvedimento espresso entro 60 giorni dalla data di presentazione della domanda.
- Gli interventi devono essere ultimati entro i termini definiti con decreto del Ministro per la Protezione Civile (ai sensi dell'art. 9-novies, comma 8, del D.L. 76/2024), pena la decadenza dal diritto al contributo.
Progetto tecnico obbligatorio: per accedere al fondo per la riparazione, gli interventi devono essere descritti e attestati da un tecnico abilitato, che rediga il progetto e — a conclusione dei lavori — il certificato di regolare esecuzione. La scelta e il coordinamento di un professionista qualificato (ingegnere, architetto, geometra) e' dunque un passaggio obbligato, non facoltativo.
Gli emendamenti in discussione: contributo una tantum e copertura al 100%
Il decreto del 7 agosto e' aperto alle modifiche parlamentari. Al 25 agosto 2026, la cabina di regia istituita in Prefettura a Napoli — che coinvolge Governo, Regione Campania, Comuni e Protezione Civile — stava elaborando un pacchetto di emendamenti da presentare al Ministro dell'Interno Piantedosi il 31 agosto 2026. Le principali proposte sul tavolo sono:
- Contributo forfettario (una tantum) fino a 30.000 euro per gli edifici con danni lievi certificati dalla scheda AEDES. Il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, ha stimato che circa il 40-50% degli edifici sgomberati rientrerebbe in questa categoria, richiedendo interventi di entita' contenuta. L'obiettivo e' consentire rientri rapidi senza attendere i tempi dell'iter ordinario.
- Copertura dal 70% al 100% delle spese ammissibili per gli interventi di consolidamento statico, eliminando la quota a carico del proprietario prevista dall'attuale testo.
- Ristori per le attivita' commerciali e imprenditoriali danneggiate, sul modello delle misure adottate durante la pandemia da Covid-19.
- Proroga dei termini per la presentazione delle domande di contributo.
- Riduzione dei compensi dei tecnici dal livello vicino al 20% delle spese a un massimo ordinario del 10% (elevabile al 12,5% per lavori piu' complessi).
Tutte queste proposte sono ancora in fase negoziale e non costituiscono diritto vigente: e' indispensabile verificare l'esito della conversione in legge prima di programmare qualsiasi intervento basandosi su di esse.
Il quadro normativo di riferimento e il collegamento con le norme sismiche
Il D.L. 144/2026 si inserisce in un contesto normativo preesistente per la gestione delle emergenze sismiche. I principali riferimenti da conoscere sono:
- D.Lgs. 2 gennaio 2018, n. 1 (Codice della Protezione Civile): disciplina il Fondo per le emergenze nazionali e le misure di assistenza alla popolazione, incluso il CAS.
- D.L. 76/2024 (art. 9-novies): contiene le norme-quadro per i contributi alla riparazione del patrimonio edilizio privato danneggiato da eventi sismici, alle quali il D.L. 144/2026 fa esplicito rinvio per i termini di esecuzione degli interventi.
- NTC 2018 (D.M. 17 gennaio 2018): le Norme Tecniche per le Costruzioni definiscono i livelli di sicurezza sismica che gli interventi di riqualificazione devono raggiungere. Un miglioramento sismico — che porta l'edificio a un livello di sicurezza pari almeno al 60% di quello prescritto per le nuove costruzioni — e' in genere sufficiente per gli immobili esistenti; un adeguamento sismico (100%) e' richiesto solo in alcuni casi specifici.
- Scheda AEDES (Agibilita' e Danno nell'Emergenza Sismica): il documento compilato dai tecnici della Protezione Civile che classifica ogni edificio in agibile (A), agibile con provvedimenti di pronto intervento (B), inagibile per rischio esterno (C), parzialmente inagibile (D), inagibile (E) o inagibile per rischio area (F). La classificazione E e' quella che determina lo sgombero obbligatorio e l'accesso ai contributi per la riparazione.
E' importante sottolineare che il contributo non copre automaticamente tutti gli interventi: il progetto tecnico deve dimostrare la coerenza delle opere con la normativa sismica vigente e il nesso causale tra i danni rilevati dalla scheda AEDES e le lavorazioni previste.
Conclusioni: riepilogo, dati chiave e azioni da intraprendere
Riepilogo della situazione al 25 agosto 2026:
- 217 edifici inagibili, circa 1.101 unita' abitative, oltre 3.800 sfollati nell'area flegrea.
- D.L. 144/2026 in vigore dall'8 agosto: strumento normativo principale, ancora in fase di conversione con emendamenti attesi.
- CAS da 400 a 900 euro/mese per le famiglie sgomberate, fino al 31 dicembre 2027.
- Fondo da 100 milioni per la riparazione e riqualificazione sismica delle abitazioni principali danneggiate.
- Eventuale contributo una tantum fino a 30.000 euro per danni lievi (in discussione, non ancora legge).
Azioni concrete da intraprendere se si e' proprietari di un immobile sgomberato:
- Verificare la classificazione AEDES assegnata al proprio edificio: richiederla al Comune o consultare il fascicolo del sopralluogo dei Vigili del Fuoco.
- Attendere la delibera di Giunta comunale (prevista entro il 7 settembre 2026 circa) che fisserà le modalita' e i termini per presentare la domanda di contributo.
- Incaricare un tecnico abilitato per la redazione del progetto di riparazione, necessario sia per accedere al fondo che per ottenere la revoca dell'ordinanza di sgombero.
- Tenere monitorato l'iter parlamentare del D.L. 144/2026 per verificare se verranno approvati gli emendamenti sul contributo forfettario e sulla copertura al 100%.
- Non avviare autonomamente lavori senza aver prima ottenuto il nulla osta del Comune e il titolo edilizio eventualmente necessario: interventi non autorizzati precludono l'accesso ai contributi.
Lo Studio Tecnico Corsi e' a disposizione per assistere proprietari e famiglie nella lettura della scheda AEDES, nella progettazione degli interventi di riparazione e riqualificazione sismica e nella gestione della pratica amministrativa con il Comune.
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Fonti e riferimenti normativi
- Decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144 — testo integrale (Misterlex)
- Scheda AEDES — Protezione Civile
- D.Lgs. 2 gennaio 2018, n. 1 — Codice della Protezione Civile, art. 44 (Fondo per le emergenze nazionali)
- D.L. 76/2024, art. 9-novies (norme-quadro per contributi alla riparazione del patrimonio edilizio privato in zone sismiche)
- D.M. 17 gennaio 2018 (NTC 2018) — Norme Tecniche per le Costruzioni
- Avvenire, 22 agosto 2026 — Case e scuole inagibili, oltre 3mila sfollati
- Corriere del Mezzogiorno, 25 agosto 2026 — Campi Flegrei, per mettere in sicurezza i costoni a Bacoli servono 50 milioni
- Cronache della Campania, 19 agosto 2026 — 215 edifici inagibili dopo il bradisismo


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